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CONCILIARE scienza e religione

EETech
Jan 23, 2012, 3:44 PM 0

“Scienza e religione non [sono] più considerate incompatibili”. — The Daily Telegraph, Londra, 26 maggio 1999.

TANTO la scienza quanto la religione, nella loro forma più nobile, si occupano della ricerca della verità. La scienza scopre un mondo in cui regna un’armonia meravigliosa, un universo che porta i segni di un progetto intelligente. La vera religione dà significato a queste scoperte insegnando che dietro al progetto evidente nel mondo fisico vi è la mente del Creatore.

“La religione mi aiuta ad apprezzare molto di più la scienza”, dice Francis Collins, uno studioso di biologia molecolare. E aggiunge: “Quando scopro qualcosa sul genoma umano provo un senso di profonda riverenza di fronte al mistero della vita, e dico a me stesso: ‘Wow, finora questo lo sapeva solo Dio!’ È una sensazione bellissima e profondamente toccante, che mi aiuta ad apprezzare Dio e mi fa considerare l’indagine scientifica ancor più gratificante”.

Cosa aiuta a conciliare scienza e religione?

 

Una ricerca che non avrà fine

Accettare i limiti: La nostra ricerca di risposte sull’universo, sullo spazio e sul tempo, che sono infiniti, a quanto pare non avrà mai fine. Il biologo Lewis Thomas ha detto: “Tutto questo non finirà mai, visto che siamo una specie insaziabilmente curiosa, che esplora, che si guarda attorno e cerca di capire. Non troveremo mai la soluzione. Non riesco a immaginare un punto finale in cui tutti tireranno un sospiro di sollievo e diranno: ‘Ora comprendiamo tutto’. Continuerà ad essere oltre le nostre possibilità”.

In maniera analoga, anche nel campo della verità religiosa la ricerca non avrà mai fine. Uno degli scrittori biblici, Paolo, affermò: “Ora vediamo solo oscuri riflessi in uno specchio . . . La mia conoscenza ora è parziale”. — 1 Corinti 13:12, The New English Bible.

Il fatto che la conoscenza sia in campo scientifico che in campo religioso sia parziale, però, non ci impedisce di trarre valide conclusioni sulla base dei fatti a nostra disposizione. Non abbiamo bisogno di conoscere nei particolari l’origine del sole per essere assolutamente certi che domani sorgerà.

Lasciar parlare i fatti: Nella nostra ricerca di risposte dobbiamo farci guidare da princìpi validi. A meno che non ci atteniamo alle prove più attendibili, nella nostra ricerca della verità scientifica e religiosa rischiamo facilmente di essere sviati. Realisticamente, nessuno di noi potrà mai valutare tutta la conoscenza e le varie idee in campo scientifico, che riempiono enormi biblioteche. D’altra parte, la Bibbia ci provvede una maneggevole raccolta di insegnamenti spirituali. La Bibbia è in piena armonia con i fatti.*

Ad ogni modo, parlando della conoscenza in generale, bisogna fare un sincero sforzo per distinguere tra fatti e teorie, tra verità e inganno, tanto in campo scientifico quanto in campo religioso. Come disse lo scrittore biblico Paolo, dobbiamo respingere “le contraddizioni della falsamente chiamata ‘conoscenza’”. (1 Timoteo 6:20) Per conciliare la scienza e la Bibbia dobbiamo lasciare che siano i fatti a parlare, evitando congetture e supposizioni, ed esaminare come ciascun fatto è in armonia con gli altri e completa il quadro generale.

Ad esempio, quando comprendiamo che la Bibbia usa il termine “giorno” per indicare periodi di tempo di varia durata capiamo che il racconto dei sei giorni creativi che si trova in Genesi non è necessariamente in conflitto con la conclusione scientifica secondo cui l’età della terra si aggira sui quattro miliardi e mezzo di anni. Secondo la Bibbia, quando iniziarono i giorni creativi la terra esisteva già da un periodo di tempo non dichiarato. (Vedi il riquadro “I giorni creativi: Erano di 24 ore ciascuno?”) Anche se la scienza si correggesse e proponesse una diversa età per il nostro pianeta, le affermazioni fatte nella Bibbia continuerebbero ad essere vere. Anziché contraddire la Bibbia, in questo e in molti altri casi la scienza in effetti ci provvede numerose informazioni supplementari sul mondo fisico, sia attuale che passato.

I giorni creativi: Erano di 24 ore ciascuno?

Alcuni fondamentalisti sostengono che per spiegare la storia preumana bisogna ricorrere al creazionismo anziché all’evoluzionismo. Affermano che tutta la creazione fisica fu prodotta tra 6.000 e 10.000 anni fa in soli sei giorni letterali di 24 ore ciascuno. Ma così facendo promuovono un insegnamento non scritturale che ha indotto molti a mettere in ridicolo la Bibbia.

Quando la Bibbia parla di giorni, intende sempre giorni letterali di 24 ore? Genesi 2:4 parla del “giorno che Geova Dio fece terra e cielo”. Questo unico giorno abbraccia tutti e sei i giorni creativi del capitolo 1 di Genesi. Nell’uso biblico un giorno è un’unità di tempo di durata definita che può abbracciare anche mille anni o molti millenni. I giorni creativi menzionati nella Bibbia possono essere durati migliaia d’anni ciascuno. Inoltre, la terra esisteva già prima che iniziassero i giorni creativi. (Genesi 1:1) Sotto questo aspetto, perciò, il racconto biblico è compatibile con la vera scienza. — 2 Pietro 3:8.

Parlando dell’affermazione secondo cui i giorni creativi sarebbero stati giorni letterali di sole 24 ore, il biologo molecolare Francis Collins osserva: “Il creazionismo ha danneggiato l’immagine della fede agli occhi delle persone riflessive più di qualsiasi altra cosa nella storia moderna”.

Fede, non credulità: La Bibbia ci offre una conoscenza di Dio e dei suoi propositi che non possiamo ottenere da nessun’altra fonte. Perché dovremmo riporre fiducia in ciò che dice? La Bibbia stessa ci invita a mettere alla prova la sua accuratezza. Riflettete sulla sua autenticità storica, sulla sua praticità, sull’onestà dei suoi scrittori e sulla sua integrità. Osservando l’accuratezza della Bibbia che si nota anche nelle affermazioni di natura scientifica e, fatto ancora più convincente, il modo infallibile in cui si sono adempiute centinaia di profezie nel corso dei secoli fino ad arrivare ai nostri giorni, si può acquistare una fede incrollabile in essa come Parola di Dio. La fede nella Bibbia non è credulità, ma provata fiducia nell’accuratezza delle affermazioni scritturali.

Rispettare la scienza e riconoscere il valore della fede: I testimoni di Geova invitano le persone di mente aperta, sia quelle dalla mentalità scientifica che quelle religiose, a impegnarsi con sincerità nella ricerca della verità in entrambi i campi. Nelle loro congregazioni i Testimoni incoraggiano un sano rispetto per la scienza e per le sue scoperte dimostrate nonché la profonda convinzione che la verità religiosa si possa trovare solo nella Bibbia, la quale dichiara esplicitamente e con abbondanti prove di essere la Parola di Dio. L’apostolo Paolo scrisse: “Quando riceveste la parola di Dio, che udiste da noi, l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale veracemente è, come parola di Dio”. — 1 Tessalonicesi 2:13.

Naturalmente, come è accaduto nel caso della scienza, anche nella religione si sono infiltrate menzogne e pratiche dannose. Pertanto esiste la religione vera e la religione falsa. È per questo che molti hanno abbandonato la religione organizzata tradizionale per unirsi alla congregazione cristiana dei testimoni di Geova. Sono rimasti delusi dal fatto che la loro religione precedente non era disposta a ripudiare tradizioni umane e leggende per conformarsi alla verità scoperta o rivelata.

Ciò che più conta, per i veri cristiani la vita acquista un significato e un vero scopo, in quanto conoscono da vicino il Creatore, come egli si rivela nella Bibbia, e il suo proposito dichiarato per l’uomo e per il nostro pianeta. I testimoni di Geova sono rimasti soddisfatti da risposte ragionevoli e basate sulla Bibbia a domande come: Perché esistiamo? Dove siamo diretti? Sarebbero più che felici di condividere con voi quello che hanno imparato.

I testimoni di Geova nutrono rispetto per la vera scienza e fede nella Bibbia


La scienza si è dimostrata superiore sul piano morale?

Com’è comprensibile, molti uomini di scienza hanno respinto la religione per come si è opposta al progresso scientifico, per il suo orrendo passato e per la sua ipocrisia e crudeltà. John Postgate, docente di microbiologia, osserva: “Le religioni del mondo hanno . . . causato gli orrori dei sacrifici umani, delle crociate, dei pogrom e delle inquisizioni. Nel mondo moderno questo lato oscuro della religione è diventato pericoloso. Perché a differenza della scienza, la religione non è neutrale”.

Facendo un contrasto fra tale lato oscuro e la presunta razionalità, obiettività e disciplina della scienza, Postgate sostiene che “la scienza si è dimostrata superiore sul piano morale”.

È proprio vero che la scienza ha dato prova di superiorità sul piano morale? La risposta è no. Postgate stesso ammette che “anche nelle comunità scientifiche esistono gelosia, avidità, pregiudizio e invidia”. Aggiunge che “alcuni scienziati hanno dimostrato di essere capaci di uccidere in nome della ricerca, come è accaduto nei campi di prigionia della Germania nazista e del Giappone”. E quando National Geographic ha incaricato un veterano del giornalismo investigativo di scoprire come era potuto succedere che un fossile contraffatto fosse finito sulle sue pagine, il giornalista ha ricostruito “una vicenda i cui ingredienti sono fiducia malriposta, riserbo fuori luogo, scontri fra personalità megalomani, vanagloria, pii desideri, ingenue supposizioni, errori, cocciutaggine, manipolazione, maldicenza, bugie, [e] corruzione”. — National Geographic, ottobre 2000, p. 132.

Non va dimenticato, poi, che è stata la scienza a fornire all’umanità orrendi strumenti di guerra, come armi biologiche, gas velenosi, missili, bombe “intelligenti” e ordigni nucleari.

* Vedi il libro La Bibbia: Parola di Dio o dell’uomo? edito dai testimoni di Geova.

Ant Nebula (Menzel 3), from Hubble Space Telescope: NASA, ESA and The Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

 

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