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CARLSEN, CAPABLANCA ED I BEATLES di GM Gserper

bumiputra
Mar 24, 2017, 7:55 AM 0

 

CARLSEN, CAPABLANCA ED I BEATLES di GM Gserper

(testo originale su https://www.chess.com/article/view/carlsen-capablanca-and-the-beatles)

 

Circa un quarto di secolo fa, cominciai a partecipare con regolarità a dei tornei internazionali. Come migliaia di altre persone nate nell'ex-Unione Sovietica, approfittai della caduta della “Cortina di Ferro” e della possibilità di viaggiare liberamente all'estero.

 

Ben presto mi resi conto che l'Inglese era la lingua internazionale degli scacchi e che anche una comune analisi post-partita richiedeva la conoscenza di un livello base di Inglese. I miei amici più esperti non mi fecero mancare i loro consigli. Ricordo ancora uno dei più originali: “Trovati una ragazza madrelingua inglese ed imparerai a parlare Inglese nel giro di una settimana!”

 

Il suggerimento più logico mi provenne però da un tizio che era un grande fan dei Beatles. Mi rivelò che l'aver imparato a memoria praticamente tutte le canzoni dei Beatles, lo aveva aiutato moltissimo a parlare Inglese. Questo tipo di approccio mi piacque subito!

 

È senz'altro vero che ricordiamo molto a lungo le nostre canzoni preferite. Per esempio, ricordo ancora il ritornello di una canzone di Toto Cotugno:

 

Lasciatemi cantare

con la chitarra in mano

lasciatemi cantare

una canzone piano piano...”

 

...purtroppo non so ancora cosa significhi. Il lettore non si stupisca: a metà degli anni '80, l'intera Unione Sovietica era letteralmente ossessionata dalla musica italiana. Venivano trasmessi aggiornamenti quotidiani dal Festival di Sanremo e le commedie Sovietiche di quegli anni includevano canzoni italiane inventate (provate a chiedere ad un qualsiasi russo quarantenne se conosce la canzone “Uno, uno momento”). Ma ora sto divagando...

 

Decisi di incominciare ad imparare l'Inglese studiando un memorabile successo del '93. Si trattava della canzone “Informer”, cantata da un certo Snow. Come dite? Non avete mai sentito parlare di questa canzone? Ebbene eccola qui, e buon ascolto!

 

 

Per quanto avessi quasi consumato il pulsante Pausa sul mio registratore, l'unica parola che riuscivo a capire era “informer”. Il fatto che fossi un appassionato lettore di “Chess Informant” mi aveva probabilmente aiutato a riconoscere questa unica parole familiare. Solo molto più tardi ho saputo che anche all'orecchio di molti madrelingua inglesi le parole di questa canzone suonavano incomprensibili.

 

Avevo scelto la canzone decisamente meno adatta per imparare l'Inglese! Se mi fossi attenuto più strettamente all'idea di imparare l'Inglese con le canzoni dei Beatles, forse il risultato sarebbe stato migliore. A volte penso che Paul McCartney abbia scritto e cantato “Yesterday” a beneficio di chi studia ESL (l'Inglese come seconda lingua), ecco perché scandisce le parole così lentamente!

 

Se vi state chiedendo cosa ciò abbia a che vedere con gli scacchi, per favore portate pazienza ancora per un attimo, perché ci sto arrivando. Diciamo che volete incominciare a studiare gli scacchi e state cercando delle belle canzoni partite da analizzare. Sarebbe logico pensare che se scegliete le partite dell'attuale Campione del mondo, Magnus Carlsen, andrete sul sicuro, giusto?

 

Ebbene, date un'occhiata alla seguente partita, decisiva per l'intero Grand Chess Tour del 2015:

 

 

 

 

E ora, provate a spiegare ad un principiante il motivo per cui il Campione del mondo abbia giocato 6. Te1 per poi riportare indietro la Torre cinque mosse dopo.

Inoltre, non stupitevi se il suddetto principiante, traendo ispirazione dalla mossa di Magnus: 5.Ad3, giocherà la seguente apertura:

 



Se passate in rassegna le partite di Carlsen, vi accorgerete che egli infrange con regolarità tutte le principali regole dell'apertura. Ecco un altro esempio:

 

 

Guardate ora questa sequenza di mosse che ho visto giocare ieri, in un piccolo torneo locale:

 

 

Ebbene, il giocatore che giocavo col Nero aveva un punteggio Elo che indicava chiaramente che si trattava di un principiante; ma chi ci dice che il povero ragazzo non avesse appena visto Carlsen giocare: 6.Ae2, seguita da 6.Ad3?

 

Probabilmente dovremmo adottare, anche per le partite di scacchi, un sistema di classificazione simile a quello che si usa al cinema, per definire il pubblico adatto alla visione. In questo caso, le partite di Magnus Carlsen sarebbero decisamente “Vietate ai minori”, inadatte a giocatori con punteggio inferiore a 1500. Ma allora, quali partite dovrebbero essere studiate dai principianti? La risposta è facile!

 

Tutte la partite di Capablanca sono classificabili come “Adatte a tutti” e perfette per studiare gli scacchi. Prendiamo il seguente esempio:

 

José Raul Capablanca contro Rafael Blanco Estera

L'Avana CUB, 2° turno, 17 Febbraio 1913

 

 

Capablanca vi può dare una magistrale lezione su Sviluppo rapido, Centralizzazione dei pezzi, Colonna aperte, Pedoni arretrato, Avamposti ed Inchiodature... e tutta concentrata in un'unica partita!

 

Sono sicuro che questo articolo scatenerà una delle solite inconcludenti dispute su: “Chi è più forte, Carlsen o Capablanca?”.

 

Se definisco “inconcludenti” queste dispute, è perché esse ricadono tutte, immancabilmente in una delle due seguenti categorie:

 

  1. La risposta è ovvia. È come chiedersi se sia meglio “Ginger o Mary Ann?”. Ma stai scherzando? È molto meglio Mary Ann, non c'è storia!

     

  2. Non esiste una risposta. Come nel caso di: “Superman o l'Uomo Ragno?”

 

Per me, la domanda: “Capablanca o Carlsen?”, si riduce ad un dilemma del tipo “Superman o l'Uomo Ragno”.

 

Ma la domanda: “Cosa è meglio studiare per un principiante, Capablanca o Carlsen?”, ricade invece nel primo caso: “Ginger o Mary Ann?”, oppure: “Yesterday o Informer?!”

 

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