KASPAROV. Cosa è andato storto? di GM G. Serper

bumiputra
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23 ago 2017, 15:22 |
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KASPAROV. Cosa è andato storto? di GM G. Serper

(tratto e tradotto da: www.chess.com/article/view/kasparov-what-went-wrong)

 

Il torneo rapid e lampo di St. Louis è stato senz'altro l'evento scacchistico più atteso di quest'anno. Si sono appassionate a quest'evento anche persone che in circostanze normali si ricordavano dell'esistenza degli scacchi solo quando l'occhio gli cadeva casualmente sul diagramma di un problema stampato sull'ultima pagina dell'edizione domenicale del giornale locale.

Di certo, il ritorno al gioco competitivo di Kasparov dopo un'assenza durata 12 anni è stata una sfida alle leggi della natura.

Circa 2500 anni fa, il filosofo greco Eraclito coniò il famoso detto: “Non puoi bagnarti due volte nello stesso fiume”1. Cosa intendeva dire? Che il cambiamento è l'unico cosa che non si può cambiare a questo mondo.

Tutta la rete era in fermento e le discussioni che si leggevano in proposito nei forum seguivano tutte più o meno lo stesso seguente copione:

  • È di Kasparov che stiamo parlando!
  • Vero, ma sono 12 anni che non gioca in un torneo ufficiale!
  • Ma sempre di Kasparov si tratta!
  • Ma sono passati 12 anni!
  • Sono convinto che se si riuscisse a teletrasportare il Kasparov di 12 anni fa in un torneo di oggi lui li distruggerebbe tutti!
  • Ma il suo repertorio di aperture sarebbe obsoleto.
  • Senti senti e tu chi sei per giudicare le aperture di Kasparov?

A questo punto, in linea con quello che è il normale decorso delle discussioni su internet, la discussione sugli scacchi si interrompeva e i partecipanti incominciavano a darsi degli idioti, con reciproca soddisfazione di tutti.

La mia personale previsione era che Kasparov avrebbe concluso questo torneo con un punteggio di +1. In segreto poi, coltivavo anche la speranza che Kasparov alla fine sarebbe riuscito a sfruttare i venti favorevoli e che si sarebbe piazzato tra i primi 3.

Ma ragazzi ormai lo sapete: sbagliavo di grosso! E dunque, cos'è andato storto?

Prima di tutto vorrei parlarvi un po’ in generale della natura di questi 'ritorni'. Il primo grande ritorno andò in scena nel 1992, quando Bobby Fischer decise di tornare a giocare dopo 20 anni di inattività!

Anche se Fischer vinse facilmente l'incontro (17,5 a 12,5), la sua fu una classica vittoria di Pirro che finì per oscurare la sua leggenda. Vedete, per uno della mia generazione Fischer era il dio degli scacchi. Le sue mosse si trovavano su un livello superiore rispetto alle nostre mosse di semplici mortali. Chi potrà mai dimenticare questo cambio che fece tremare il mondo?

 

L'incontro di rivincita tra Fischer e Spassky non produsse invece nessun effetto sul mondo degli scacchi. Quando Fischer incontrò Spassky per la rivincita, entrambi giocarono lo stesso tipo di scacchi che avevano giocato vent'anni prima. Ad annusare bene si sarebbe persino potuto sentire l'odore delle palline di naftalina. Spassky perdeva le sue partite esattamente come le perdeva negli anni '70:

 

 

Provate a fare un confronto con questa famosa partita:

 

 

Le volte in cui Spassky vinceva, poi, era come se la sfera strobo e la lampada di lava fossero improvvisamente tornate di moda:

 

 

Confrontate questa partita con la seguente partita classica:

 

In sostanza, all'epoca in cui fu giocata la rivincita tra Fischer e Spassky, la maggior parte delle loro partite rientravano già nella categoria di ciò che “ogni studente russo deve conoscere”. Sarebbe stato certamente interessante assistere ad un incontro tra Fischer ed uno dei giocatori di massimo livello della nuova generazione. Anzi, un tentativo di organizzare un incontro tra Fischer e Judit Polgar fu anche fatto, ma all'ultimo momento Fischer si tirò indietro.

Si potrà anche sostenere che Fischer fosse uno schizofrenico, un lunatico o un vattelapesca, ma di certo non era uno sciocco! È ovvio che egli si era reso conto che un incontro di quel tipo rischiava di trasformarsi in un massacro per lui, per cui evitò saggiamente gli scontri diretti con i campioni della nuova generazione e preferì continuare a parlare di complotto mondiale e di incontri e partite truccate.

Ora, io sapevo bene che il caso di Kasparov sarebbe stato diverso e che a St. Louis l'avremmo visto giocare con uno stile moderno e tutt’altro che datato. È la stessa ragione per cui Viktor “il Terribile” Korchnoi rimase sempre un avversario temibile anche molto dopo aver compiuto i 70 anni: egli continuò instancabilmente a lavorare sugli scacchi, fino all’ultimo giorno della sua vita. Il suo gioco continuò di conseguenza ad evolvere.

Per questo motivo, quando Korchnoi giocava contro Grandi Maestri che all'anagrafe avrebbero potuto essere suoi nipoti, lui giocava a scacchi esattamente come giocavano loro e non nel modo in cui si giocava al tempo in cui lui era giovane.

Kasparov, da parte sua, non ha tentato di bagnarsi di nuovo nel fiume del proprio passato. Il suo gioco nel corso del torneo è stato assolutamente moderno e, se si guardano solo le sue mosse, non si indovinerebbe mai che sia stato un ex-giocatore a giocarle.

Giudicate da voi:

 

 

Sfortunatamente, la qualità del gioco di Kasparov non si è concretizzata nei punti e, per metterla giù leggera, il suo risultato finale nel torneo non è stato all'altezza delle aspettative. Ma allora, cosa è andato storto? Chiunque abbia seguito il torneo sa che la risposta a questa domanda era evidente: la gestione del tempo da parte di Kasparov è stata pessima.

Kasparov era praticamente sempre in svantaggio di tempo rispetto ai suoi avversari e in una partita che ha giocato con il GM Liem ha persino ottenuto il poco invidiabile record di trovarsi con 4 minuti rimasti contro i 22 del suo avversario.

Ma allora la vera radice del problema qual è? Se la sua preparazione nelle aperture, la sua abilità nel calcolo e la sua comprensione generale del gioco sono tutt'ora superlative, come mai Kasparov ha giocato così lento? È stato per via dell'età? Significa che non vedremo più un Kasparov in cima alla classifica nel momento in cui incontra una nuova generazione di giovani campioni?

Proverò a rispondere a queste domande nell'articolo della settimana prossima...


1 Eraclito, Frammento nr. 91, Diels Krantz.