Terminologia italiana

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Avatar of mcbob67

Buongiorno a tutti,

mi chiamo Roberto e faccio il traduttore. Sto lavorando a un romanzo dove gli scacchi hanno un ruolo fondamentale (tanto che sto ricominciando a giocare per tornare "dentro" una certa mentalità); avrei una domanda tecnica, o meglio relativa alla terminologia. Ho sempre visto "raccontare" una partita usando lettere e numeri, ovvero le coordinate della tastiera. Se invece (come fa il mio scrittore) volessi descrivere le posizioni relative dei pezzi, come direi, in italiano? Mi spiego meglio: se devo dire che muovo il pedone che sta davanti all'alfiere che sta dalla parte della donna, lo chiamo "pedone di alfiere dal lato della donna"? O qual'è la formulazione più corretta?

Vi ringrazio in anticipo della cortesia (e intanto mi scarico l'applicazione...), a presto,

Roberto Serrai

Ps per vostra curiosità il romanzo è "The Death's Head Chess Club" di John Donoghue, e uscirà in Inghilterra nel marzo del 2015.

Avatar of elenibotros

se non sbaglio,la dicitura corretta e': pedone di alfiere del lato di Donna

Avatar of mcbob67

Grazie infinite. Avrei un'altra domanda. Il protagonista del romanzo sta giocando una partita in un torneo interzonale; il suo avversario inizia in modo molto aggressivo. Lui passa quasi subito a utilizzare il cannone di Alechin, suscitando lo stupore degli arbitri. Ottiene lo scopo di sbilanciare l'avversario e gli cattura un pezzo dopo l'altro. La voce narrante paragona la scelta di usare il cannone di Alechin dopo la partenza dell'avversario a un "refuse to be drawn": io lo interpreto in due modi: a) rifiuto di rispondere in modo altrettanto aggressivo - "drawn" come "essere attirato", ovvero rispondere alla provocazione ed essere attirato in uno scontro aperto, oppure b) rifiuto di seguire una linea di gioco che porti a un pareggio ("draw" come partita patta). Cosa che se non erro in un torneo si tradurrebbe in mezzo punto a testa. A sostegno della seconda ipotesi posso dire che i due concorrenti sono una specie di "arcinemici", e che siamo alle fasi iniziali del torneo - quindi, un po' come due squadre di calcio blasonate che non vogliono rischiare la sconfitta e si accontentano del pareggio. Qualche idea?

Avatar of elenibotros

Io credo proprio che l'autore intenda che il protagonista non accetta l'ipotesi del pareggio

Avatar of elenibotros

e,per curiosita',il protagonista gioca col bianco o col nero?Perche'un pareggio col bianco e'una mezza sconfitta...col nero una mezza vittoria...

Avatar of mcbob67

Il protagonista gioca con il nero. Il protagonista è un ebreo francese naturalizzato israeliano e sopravvissuto ad Auschwitz, l'avversario un tedesco. Tra i due c'è molta acredine. Siamo nel 1962.

Avatar of mcbob67

Sono d'accordo sul discorso del pareggio - grazie!

Avatar of elenibotros

si,se gioca col nero potrebbe accontentarsi di un pareggio...ma lui vuole sconfiggere il tedesco...

Avatar of mcbob67

Hanno appena litigato di brutto nell'ufficio dell'arbitro capo, che aveva pure tentato (ma loro non lo sanno) di ripetere il sorteggio fingendo che la prima volta ci fosse stato un errore... non vuole solo sconfiggerlo, vuole umiliarlo (e infatti stravince in meno di un'ora) - lo dice chiaramente. Chissà perché il tedesco "offre" un pareggio, però, visto che è altrettanto "avvelenato".

Avatar of elenibotros

lo offre perche'si rende conto che rischia fortemente una sconfitta...

Avatar of epoqueepique

Mcbob, sono di cultura anglosassona, e so un pocco l'italiano... La traduzione della frase ''refuse to be drawn'' dipende molto dal contesto della storia, e l'hai dato per la situazione dei due aversari, grazie, ma quall'è la frase intera ?

Anche, a qual punto della partita sono ?

Avatar of ghillan

hm... devo appuntarmi questo titolo, mi sa che lo comprero' quando uscira'. Probabilmente prendero' la versione inglese. Non prenderla male, non ho nulla contro le traduzioni, ma il mio inglese e' decente e leggo libri in inglese proprio per migliorarlo.

Una nota anerente alla tua domanda sopra. Dire "pedone d'alfere del lato di donna" ricorda la vecchia notazione descrittiva. Guarda su wiki:

http://it.wikipedia.org/wiki/Notazione_descrittiva

Oramai e' poco usata ( ma esistono nostalgici che continuano a preferirla) perche usare la notazione algebraica e' piu facile, ma se invece di usare le sigle usi la frase intera, puo' essere da un lato chiara e dall'altro anche risorosamente corretta dal punto di vista scacchistico ( seppure con una descrizione oramai poco usata oggigiorno).

Molti libri in vendita di vecchi classici come il 'my system' di nimzowitch si possono comprare tutt'ora con questa notazione. Alcuni classici sono stati 'tradotti' in notazione algebraica, altri libri non sono ancora stati convertiti, pertanto chi vuole questi cimeli deve sorbirsi ancora questa notazione.

 

Altra cosa degna di nota ( ma che forse sai gia). L'alfiere bianco in c1 e' spesso chiamato 'alfiere camposcuro' perche sta su una casa scura e dato come si muove restera' sempre su un casa scusa, l'alfiere in f1 e' invece l'alfiere campochiaro. Il ragionamento si ripete per gli alfieri del nero. Pertanto almeno per l'alfiere ecco il modo corretto di distinguerli.

 

A questo punto pero permettimi di farti una domanda.

Immagino che l'autore si sia posto il tuo stesso dilemma: "Usare la vera notazione scacchistica col rischio che solo un giocatore di scacchi capisca quanto scritto, oppure descrivere la posizione a parole, per renderlo piu fruibile ai non giocatori?". Mi pare di capire che l'autore abbia deciso di usare la notazione algebraica.

Mi chiedo ( ed arrivo alla domanda) pertanto: Perche nella traduzione tu vuoi invece cambiare questa decisione? Non sarebbe piu' corretto restare in linea con le scelte dell'autore?

Capisco che si possa pensare: 'cosi pero molti lo troveranno incomprensibile'. D'altro canto pero', esistono parecchi giocatori di scacchi che apprezzano e ricercano libri e romanzi che parlano del loro sport preferito e piu sono attinenti e piu sono apprezzati.

Una descrizione approssimata , fantasiosa o imprecisa , fa subito storcere il naso ed uno scacchista fa ritenere che l'autore ( o il traduttore) non avessero la minima idea di cosa stessero scrivendo.

E' solo una mia ipotesi, ma forse l'autore si e' attenuto alla notazione ufficiale usate attualmente proprio per evitare considerazioni di questo tipo.

Avatar of elenibotros

Forse ti e' sfuggito che Roberto,nel suo primo post, ha detto che e' proprio l'autore che (forse per rendere meno arida e piu'fascinosa la narrazione) sceglie di non usare la notazione algebrica, ma la descrizione a parole...

Avatar of ghillan

ops.. hai ragione, avevo capito l'esatto contrario. Se 'autore cosi ha deciso fa bene a tradurre nello stesso spirito. Chiedo venia.

Vale allora la pena studiarsi un po come funziona la notazione descrittiva e prendere spunto da essa.

Avatar of mcbob67

Ciao a tutti, intanto vi ringrazio molto, siete davvero gentili. Quando avrò finito proverò a chiedere all'editore di inserire un ringraziamento collettivo, a volte accettano di farlo, sarebbe bello.

Poi, più in dettaglio: il famoso "refusal to be drawn" forse ha un'altra spiegazione ancora (lo dico anche per dare più contesto a epoqueepique). La partita inizia così:

"An arbiter held out her hands concealing a black pawn in one, and white in the other. With a contemptuous shake of his head, Clément indicated that the German should choose."

Quindi, Clément (il protagonista) si rifiuta di estrarre a sorte il colore con cui giocherà - e il tedesco, l'avversario, poi estrarrà il bianco.

Dopo le prime mosse, due arbitri commentano:

Harry Berghuis sidled up to the arbiter and whispered, ‘How is it going?’
‘Unbelievable. The German is using a three-pawn attack, and Clément is employing the Alekhine Defence.’

La partita non viene descritta molto, ma ve la trascrivo comunque:

Schweninger touched the arbiter’s left hand. It opened to reveal white.
Without ceremony he advanced his king’s pawn two spaces and started
the clock. [...] When he opened his eyes, [Emil] peered searchingly at his opponent for several moments, then moved his king’s knight to sit two spaces in front of the bishop. Schweninger smiled. As he had expected, Clément’s opening move was defensive, conceding the initiative to his opponent. He advanced his pawn one more space to attack the solitary knight. The knight moved to sit beside the pawn. The white queen’s pawn moved forward two spaces. The black queen’s pawn advanced one, offering itself to the white king’s pawn. The German refused the gambit and attacked the knight again, this time with his queen’s bishop’s pawn. Clément allowed his knight to retreat to sit two spaces in front of its brother.

Poi c'è una pausa con un flashback che rimanda a Emil Clément che si prepara, la sera prima, e infine la partita viene riassunta così:

Emil’s refusal to be drawn perplexed his opponent. Schweninger’s attacking opening meant his pawns were now sitting in the centre of the board, to little purpose.
Having succeeded in unbalancing his rival, Clément set about his destruction with seemingly effortless calm.

Quindi, come dicevo, "refusal to be drawn" potrebbe essere semplicemente Emil (ovvero Clément)che  si rifiuta di estrarre a sorte (to draw)? Certo che la forma passiva è un po' strana...

Per ghillan: grazie per il link, mi rimetto a lavorare adesso dopo il week-end e non l'ho ancora seguito, ma sono certo che sarà utilissimo. Non preoccuparti, fai benissimo se ti va a leggere il testo in originale - il titolo e la data di uscita ve li ho scritti, aggiungo per completezza l'editore: Atlantic Books. In Italia invece lo pubblicherà Giunti, quando esattamente ancora non me l'hanno detto - ma ho la traduzione in consegna per il 16 febbraio prossimo.

Ha ragione, poi, Elena: la descrizione a parole è una scelta dell'autore proprio per quel motivo. Se avesse scelto la notazione algebrica non dubitate che l'avrei mantenuta (temo però che l'editore mi avrebbe chiesto di "tradurla" per andare incontro ai lettori non scacchisti).

Tutto qui per ora. Grazie ancora e a presto!