La ballata del gambetto siciliano
Nell’esperienza quotidiana poche cose danno la stessa soddisfazione di quando scopriamo o apprendiamo qualcosa di nuovo, e più in particolare se riguardano ambiti di cui siamo conoscitori o appassionati. In parte perché è sempre cosa buona e giusta mettere in dubbio le proprie conoscenze e riconoscerne la limitatezza e dall’altro perché arricchire le conoscenze sui propri interessi dà godimento. Facendo un ulteriore passo in avanti si può arrivare a sostenere che più rara sia la scoperta fatta, allora ancora più intenso sarà il piacere provato. Evidentemente ciò ha a che fare con la nostra natura narcisistica: non dubito che scoprire il Don Giovanni di Mozart sia eccezionale, ma una volta che abbiamo appreso che mezzo mondo lo conosce, si ha l’impressione di aver scoperto l’acqua calda. Tutt'altro gusto è invece scoprire la registrazione del Don Giovanni del 1955 diretta da Josef Krips con i Wiener Philharmoniker con interpreti, tra gli altri, Cesare Siepi nei panni di Don Giovanni e Fernando Corena in quelli di Leporello - ebbene sì, ecco da dove viene il mio nickname. La sensazione e il piacere sono di un ordine differente: si prova l’illusoria e snobistica impressione di essere diventati custodi di una prelibatezza da dover custodire e condividere solo con pochi eletti altrettanto raffinati. Sì, la vanagloria è una brutta bestia.
Non diversamente uno scacchista può essere un collezionista di rarità che trae piacere dalla scoperta e dall'effettivo utilizzo di varianti obliate dal tempo o cadute in disuso. A tal proposito vorrei presentare, senza nessun fine istruttivo (non ne sono in grado e non è il mio scopo: attendo obiezioni e critiche nella sezione commenti) una variante piuttosto rara scoperta qualche tempo fa.
Tra tutte le aperture la difesa siciliana è notoriamente l’apertura più giocata e teorizzata. Il bianco può rispondere attingendo a un variegato ventaglio di possibilità, così come altrettanto può fare il nero. Tra le opzioni meno giocate, tanto da essere al dodicesimo posto per popolarità sul database di lichess, nonché la variante che porta a una percentuale di sconfitte più alta per il bianco, c’è 2. b4: il cosiddetto gambetto siciliano, o come lo chiama chess.com gambetto d’ala.
Ho scovato questa linea in uno dei tanti libri editi da Mursia dal titolo La difesa siciliana: Alapin-Sveshnikov e altre varianti nella casa dei miei nonni. Il libro analizza alcuni sistemi secondari da adottare contro c5 e tra 2.c3, b3, g3, d4, f4 ciò che mi catturò subito fu 2.b4 un po’ perché sembrava la più irragionevole, ma soprattutto perché non l’avevo mai vista ed ero attratto dalle partite esplosive ricche di tattica, per cui rispondere alla difesa più aggressiva del nero sacrificando subito un pedone mi sembrò la risposta più attraente.
N.B Nonostante si tratti di un'apertura poco giocata sono state analizzate diverse varianti, per motivi di lunghezza ed efficienza tratterò solamente le versioni che più ho giocato e conosco
- Idee generali e trasposizioni
Il gambetto siciliano lo si può ottenere sia dalla difesa siciliana che dalla difesa francese, seppur con alcune piccole differenze. Dopo la mossa 2.b4 il nero tendenzialmente può optare per due approcci: rifiutarlo giocando 2.b6, d6, e5 oppure accettarlo giocando 2.cxb4. Si noti bene che mosse del nero differenti come 2.e6, Cc6, g6, d6 portano spesso nel giro di poche mosse a posizioni simili alla risposta 2.cxb4. Oltre al vantaggio di ottenere posizioni simili per trasposizione, c’è quello di non dovere imparare a memoria ordini precisi di mosse, perché si tratta di una variante in cui conta di più capire i piani tipici della posizione e i temi tattici annessi.
Lo sviluppo del lato di donna invece prevede idee più strambe: il cavallo - che non ha la casa naturale in c3 - salta in a3 e b5 per cercare la conquista della forte casa in d6. Un'altra idea è quella di cambiare prima gli alfieri neri con Aa3, così sulla presa si può procedere con il piano di portare il cavallo in d6 senza che l'alfiere avversario possa contestarlo. Un'altra idea tipica è quella di sviluppare il cavallo in e2 o h3 e non in f3: questo perchè consente di piazzarlo in f4, dove trova una casa molto attiva e connessa a possibili sacrifici sull'arrocco avversario.
2. Temi tattici
Fin dalla fase della partita si verificano spesso idee tattiche che si possono sfruttare.
La prematura spinta liberatoria f6 del nero si scontra con Dh5+, impossibilitando il nero a parare con g6 per via di Axg6;
qualora il nero dovesse arroccare lungo, impaurito dalla veloce iniziativa sul lato di re, è un'opzione valida sfruttare la batteria Ad3 De2 per sacrificare in a6 o b5;
la spinta h4 è un tema di cui il bianco deve sempre tenere conto, in particolare quando il nero gioca g6, ma anche sacrificarlo per aprire la colonna è una scelta promettente;
Sergio Mariotti oltre a esserci particolarmente caro per essere stato il primo giocatore italiano a conquistare il titolo di GM, lo è ancora di più per avere adottato in diverse circostanze il gambetto siciliano a livelli alti, vantando pure ottimi risultati. Di seguito mostro una partita giocata contro l'allora numero 8 al mondo, l'unica partita persa in questa variante dal toscano, ma che mostra perfettamente tutti i temi tipici visti sopra con l'aggiunta della solita vena brillante e creativa del gioco di Mariotti.
3. Gambetto rifiutato.
Come sopra accennavo l'altro approccio che il nero può adottare consiste nel rifiutare il gambetto giocando b6, d6, oppure e5. Si noti bene che Cc6 non è possibile per la spinta b5. Tra queste b6 è la maniera più popolare di rifiutare il gambetto, ma le posizioni che si generano sono comunque ricche di attacco.
4. Idee generali
Rifiutando il gambetto il nero toglie l'opzione al bianco di costruire rapidamente il forte centro con la spinta d4 a causa del pedone in c5. Lo sviluppo del bianco segue le regole generali. Siamo pedoni pari: non c'è più la smania di giustificare il sacrificio di pedone creando un attacco immediato.
Ciò nonostante il bianco può adottare un promettente e aggressivo impianto di sviluppo:
5. Temi tattici
Il nero ha spesso problemi ad arroccare perchè non riesce a trovare una casa buona dove sviluppare il cavallo in g8, in caso di Cf6 la spinta in e5 dà ampio vantaggio al bianco. Sacrificare un pezzo per aprire il centro con ancora il re in e8 può essere un'opzione da considerare.