Case deboli? E chi se ne frega?
Per scacchizzare Jane Austen, è una verità universalmente riconosciuta che ogni giocatore di scacchi in possesso di una casa debole sia condannato a un'esistenza infelice. Il concetto di casa debole sembra piuttosto semplice: evita di crearle, ma non perdere mai l’occasione di sfruttarle. In effetti, la maggior parte dei manuali di strategia tralascia del tutto l’argomento. Mentre le finezze della manovra o i vantaggi dei sacrifici posizionali richiedono ovviamente una spiegazione, non serve alcun addestramento strategico per individuare la causa dei problemi del Nero nella posizione seguente:
Hai indovinato: la casa f5 è orribilmente debole, e dopo l'imminente Cf5, il Bianco distruggerà completamente la posizione del Nero. Vero, la casa è "protetta" dal mio alfiere campochiaro, ma dopo 1...Ag5 2.Cf5 Axf5 3.exf5 il Nero trova poca pace! Ero tentato di abbandonare immediatamente, ma l'ho fatto solo dopo altre 12 mosse di agonia.
Tuttavia, i moderni grandi maestri prosperano non solo perché padroneggiano i principi degli scacchi posizionali (un compito che poteva apparire spaventoso 200 anni fa), ma perché sanno con precisione quando e come deviare da questi principi. Mentre un principiante potrebbe ben comprendere la base logica dietro allo sviluppo di un alfiere prima di un cavallo o di posizionare temporaneamente un cavallo al bordo della scacchiera, potrebbe trovare difficile spiegare perché i giocatori forti riescano a infrangere delle regole posizionali apparentemente inviolabili impunemente. Ogni articolo dovrebbe, sperabilmente, fare un passo nella direzione di risolvere questo dilemma e, come potrai indovinare, il sotto-argomento di oggi è particolarmente spinoso: quando è permissibile indebolire volontariamente una casa?
Scrivo sempre partendo dal presupposto che ogni mossa forte o idea sottile può essere spiegata logicamente e chiaramente. La maggior parte dei giocatori di prim'ordine possiede sicuramente un'intuizione accurata (cioè percepisce se una mossa è corretta o scorretta senza molti calcoli o ragionamento logico), ma tutte le decisioni che questi scacchisti prendono possono essere decodificate. A tal fine, introdurremo un concetto che ottimizzerà la nostra missione per una risposta alla domanda sopracitata: inaccessibilità.
Per dirla in termini semplici, l'inaccessibilità si riferisce all'idea che una casa possa essere spesso permanentemente indebolita se l'avversario non può accedervi immediatamente con un pezzo desiderato. Da un punto di vista prettamente psicologico, è spesso abbastanza difficile lasciare una casa debole in modo terminale, ma il pensiero concreto surclassa la valutazione generale nove volte su dieci: se una casa è inaccessibile, non temere di indebolirla! La partita seguente costituisce un'illustrazione magnifica di questo concetto.
Quindi, che dovrebbe fare il Bianco? Beh, sicuramente c'è 27.f4, che stronca sul nascere l'idea di ...e5, ma nessuno scacchista con un minimo di rispetto nei propri confronti eseguirebbe mai una mossa così posizionalmente atroce sulla scacchiera... o almeno, così si potrebbe pensare! Elenchiamo le imperfezioni di 27.f4: certo, l'alfiere verrebbe chiuso dai propri pedoni, ma potrebbe poi riposizionarsi sulla diagonale a5-d8 con Ae1. Tuttavia, è ancora più importante considerare che 27.f4 indebolisce tremendamente la casa e4. Se il Nero riuscirà a posizionare un cavallo in e4, la situazione si ribalterà immediatamente in suo favore. Ma osserviamo meglio: per piazzare effettivamente il cavallo in e4, al Nero serve una sconcertante sequenza di 8 mosse (...Ch8-g6-e7, ...Rh8(7), ...Df7, ...Cg8-f6-e4)! Per sfondare sull'ala di donna, al Bianco serve la metà di quel tempo. Dunque, poiché la casa e4 è di fatto inaccessibile, impedire ...e6–e5 rende questo compromesso estremamente favorevole per il Bianco.
Purtroppo, casi di totale inaccessibilità sono relativamente rari. Anzi, qualcuno potrebbe persino sostenere che una casa irraggiungibile non possa essere considerata una debolezza. In ogni caso, ciò che davvero distingue i grandi giocatori è la capacità di indebolire una casa che può essere raggiunta, almeno in una certa misura, dall’avversario. Gli scacchi sono, in fondo, un gioco di dare e avere, e bisogna essere perfettamente consapevoli che per scalfire una posizione solida (ossia per introdurre un difetto che poi si cercherà di sfruttare) serve spesso fare una pesante concessione posizionale. La Sargissian–Tomashevsky è stata un’eccezione, ma nella partita seguente Bobby Fischer ci mostra che perfino blunder posizionali apparentemente assurdi meritano di essere presi in considerazione!
Ciò che rende gli scacchi così gratificanti è che il duro lavoro (il desiderio ostinato di penetrare nel processo di pensiero di un giocatore leggendario) porta quasi sempre a un momento "aha!". Per me, uno di questi momenti è stato rendermi conto che la violazione di un principio posizionale (ad esempio: non indebolire volontariamente una casa) equivale in realtà all’osservanza di un altro principio, altrettanto importante. Nella Fischer–Unzicker, il Bianco ha indebolito la casa e5 ma, in cambio, ha completamente limitato il movimento dell’alfiere in c8. Nella partita seguente, Boris Spassky incarna alla perfezione la natura "quid pro quo" degli scacchi: l’unico modo per aprire la strada verso il re nero è creare una voragine centrale e accessibile.
La posizione è sorta da una relativamente tranquilla variante Breyer della Spagnola. La donna nera sembra fuori posto, ma in realtà il Nero sta valutando la possibilità di …Ah6, forzando il cambio degli alfieri campochiaro e rendendo meno evidente la debolezza di g5. D’altra parte, il cavallo del Bianco in h2 è terribilmente inattivo, mentre quello del Nero è saldamente piazzato sulla casa dei sogni: c5. Per prendere la decisione corretta, è importante riconoscere quanto questa posizione sia sensibile al tempo: con una mossa in più (per esempio …Cf7) il Nero si libererebbe di qualsiasi pericolo sull'ala di re. Per esempio, dopo 1…Cf7 2.Ae3 De7 (anche 2…Ah6 è percorribile) il Nero ha già il vantaggio.

Boris Spassky | Immagine Wikipedia
Dunque, il Bianco deve agire prima che il Nero riesca a tappare tutte le falle sul lato di re. Il modo migliore per farlo è, ovviamente, aprire la posizione, ma l’unico modo per riuscirci è facendo la tremendamente indebolente 1.f4. Il problema di questa mossa è piuttosto evidente: dopo 1...exf4 2.Txf4 Cf7, il cavallo nero si insedierà sulla casa ideale e5. Dopo 3.Taf1 Ce5, per esempio, il Bianco è posizionalmente rovinato.
Ancora una volta, i giocatori forti hanno l'abilità di oltrepassare sistematicamente lo strato superficiale di una posizione per individuarne subito e con precisione gli aspetti latenti. In questo caso, Spassky si rese conto che, a prescindere dalle considerazioni posizionali, disponeva di un notevole concentrato di pezzi sul lato di re, mentre le torri del Nero, il cavallo in c5 e l’alfiere in b7 facevano ben poco per difendere il monarca. Se il Bianco riuscirà ad aprire la colonna h, torre e donna avranno un accesso privilegiato al re nero. Sperabilmente, a questo punto la vostra intuizione starà già urlando di sacrificare il cavallo!
Vorrei incoraggiarvi a provare a giocare questa partita più di una volta. Tenete sempre a mente che le concessioni posizionali, poco importa quanto importanti, sono perfettamente permissibili quando fatte per un concreto guadagno tattico.
Per sintetizzare, vorrei ora proporre un esempio dagli scacchi di alto livello contemporanei. Viene presentato come esercizio, ma dato che conoscete l’argomento dell’articolo non dovrebbe essere difficile trovare la prima mossa corretta! In ogni caso, fate del vostro meglio per applicare i concetti di inaccessibilità (o di inaccessibilità parziale, come in Fischer–Unzicker) e di dare e avere (indebolire una casa per migliorare le prospettive in un altro aspetto della posizione). Poi, leggete attentamente le annotazioni: la logica che sta dietro a una mossa è spesso più importante della mossa stessa! Nota: dopo aver risolto l’esercizio di una mossa, scorrete in basso per vedere l’intero segmento di partita commentato.
È certo che gli scacchi non possono essere ridotti a un algoritmo. La decisione finale spetterà sempre a te, ma spero che questo articolo abbia fatto un po’ di luce sui vari modi in cui un’apparente, orrenda svista posizionale possa essere razionalizzata. Trattandosi del mio primo "vero" articolo, invito volentieri a lasciare commenti, critiche costruttive o spunti di discussione. Auf wiedersehen!
MATERIALE DI STUDIO CORRELATO
- Leggi l'articolo dell'IM Silman su come individuare le case deboli: Train Your Brain! Pushing the Lesson Home!
- Guarda il video del FM Elliott Liu: Amazing Games for Beginners: Magic Outpost Part 1.