La Donna: l'attrice non protagonista
Circa un anno e mezzo fa ho avuto l'onore di lavorare con il GM Yasser Seirawan per due giorni durante la sua visita alla Bay Area (N.d.T: l'articolo è stato scritto a febbraio 2014). Yasser è un quattro volte campione statunitense con una carriera professionale leggendaria che dura da oltre 30 anni, e possiede anche la rara capacità di impartire con eloquenza la sua erudizione a qualsiasi aspirante giocatore disposto ad ascoltarlo.
A un certo punto della nostra discussione abbiamo affrontato il tema dell'attacco. Essendo una persona con inclinazioni tattiche, ho sempre considerato il calcolo (e, per estensione, l'attacco) il mio punto di forza. Tuttavia, dopo aver ascoltato e riflettuto sulle intuizioni di Yasser, ho iniziato a dubitare della veridicità della mia autodiagnosi. La sua affermazione più importante sembra paradossale al punto da risultare inverosimile: in un attacco a lungo termine, la donna dovrebbe spesso svolgere un ruolo di supporto, mantenendo unita la posizione, sostenendo gli altri pezzi o aspettando l'occasione perfetta per far sentire la propria presenza al monarca nemico.

Prima di aggrottare (comprensibilmente) le sopracciglia in segno di stupore, prendi nota delle due seguenti precisazioni:
1. Attacco non è sinonimo di combinazione vincente. Il primo non è nient'altro che un assalto prolungato sul re (o, in rari casi, sulla posizione nel suo insieme), mentre il secondo è il culmine di un attacco di successo.
2. Il termine "ruolo di supporto" racchiude una serie di possibili significati. La donna potrebbe nascondersi in agguato, ma può anche occupare una casa dominante: svolge un ruolo di supporto fintanto che non attacca davvero.
La donna attiva è tradizionalmente considerata il simbolo per eccellenza di un attacco devastante: senza la guida della donna, le torri, gli alfieri e i cavalli cadono goffamente in un groviglio di inettitudine. Tuttavia, come vedremo dagli esempi seguenti, una delle chiavi per padroneggiare l'attacco moderno negli scacchi è la volontà di ridefinire il ruolo generalmente accettato di un pezzo.
Come al solito, inizieremo chiarendo ogni ambiguità. Che cos'è esattamente un ruolo di supporto e perché dovremmo relegarvi il pezzo più potente? Speriamo che la partita seguente illumini la questione.
Dopo varie mosse di teoria della Grünfeld, Karpov ha tirato fuori una forte novità, raggiungendo una posizione eccellente. Sebbene il Nero abbia posizionato un irritante cavallo in d5, la torre e il cavallo del Bianco sono minacciosamente riuniti sull'ala di re, e Karpov ha bisogno solo di un'altra mossa, 20.h5, per iniziare un assalto al re nero, scarsamente protetto.
Tuttavia, il principale difetto della posizione del Bianco sembra essere la collocazione estremamente inusuale della donna. Non è esposta a un pericolo immediato, ma la sua totale mancanza di coordinazione con gli altri pezzi del Bianco sembra segnare il destino di qualsiasi possibilità di attacco. In fondo, come può riuscire un attacco nel mediogioco senza l’aiuto del pezzo più potente sulla scacchiera?
La fallacia di questo ragionamento è duplice. Innanzitutto, la posizione della donna non è affatto scomoda: oltre a prevenire qualunque possibile intrallazzo sull'ala di donna (magari avviato da …c5), la donna è pronta a entrare in azione sul lato di re. Paradossalmente, al Bianco bastano solo due mosse (Cce4 e Ad2) per aprirle la strada verso l'ala di re. Come vedremo dallo sviluppo della partita, però, ciò non si rivelerà necessario fino all’ultimissimo momento!
La lezione principale di questa partita, dunque, è che la donna è una fuoriclasse del multitasking. Nessun altro pezzo sarebbe capace contemporaneamente di tenere insieme la posizione, impedire qualunque potenziale controgioco, togliere case difensive cruciali all’avversario e buttarsi all’attacco al primo cenno d’occasione. Certo, spesso è sorprendentemente difficile trattenere la donna lontana dall’avanguardia dell’attacco, ma il miglior generale non rischia mai la vita in prima linea: preferisce dirigere l’assalto da lontano.
Naturalmente, le parole restano vuote senza un riscontro concreto (ah, ancora quella cosa della concretezza degli scacchi moderni!). Ecco quindi un altro bell’esempio della nostra umile signora nei panni di un'attrice non protagonista. Questa partita è un piccolo gioiello tattico piuttosto poco noto, e ho cercato per quanto possibile di trovare un giusto equilibrio tra spiegazioni e varianti verbali.
Ti invito a seguirla con attenzione: non tutti possono vedere ciò che vedeva Tal, ma ogni scacchista con un po' di determinazione può comprendere la logica che sorregge i suoi affascinanti sacrifici.
Che partita! Entrambi i giocatori hanno sicuramente commesso una discreta fetta di errori, ma l'attacco di Tal sarebbe andato in fumo se la donna non avesse giocato un ruolo chiave di supporto.

È anche importante chiarire che una donna può giocare un ruolo secondario in un attacco pur partecipandovi. A questo proposito, la donna potrebbe supervisionare le manovre di altri pezzi (ossia mantenendo il controllo delle case cruciali) e al tempo stesso cooperando con gli altri pezzi per creare minacce inarrestabili contro il re. Le due partite che seguono incarnano davvero la capacità unica della donna di colpire da lontano.
La donna in e3 incarna la virtuosità della donna come attrice non protagonista: inefficace come attaccante principale in h6, è stata relegata a una casa centrale molto più umile, ma non ha perso il suo potentissimo potere di attacco.
Nella nostra ultima partita, un capolavoro di attacco del grande maestro di livello mondiale Evgeny Bareev, la donna bianca rimarrà ancorata per tutto l’attacco alla sua posizione apparentemente modestra, sacrificando metaforicamente la propria "autostima" per sovrintendere a un’incursione sacrificale di rara bellezza. Riporterò la partita per intero, data l’impostazione vivace dell’apertura e del mediogioco iniziale, ma è alla posizione diagrammata e all’attacco finale del Bianco che dovresti prestare la massima attenzione.
Il Bianco è riuscito ad aprire dei varchi verso il re avversario, ma come può dare avvio all’attacco? Dopotutto, il Bianco non ha un tempo infinito: il Nero minaccia …cxd4 seguito da …Ce5 e …Rh8, consolidando il proprio arrocco e rendendo qualsiasi aggressione praticamente impossibile. La prima mossa che viene in mente è la banale 15.Dg3+, con l’idea di travolgere il re nero dopo 15…Rh8 16.Dh4. Tuttavia il Nero risponde semplicemente con 16…f5!, e il Bianco non può evitare un finale inferiore dopo 17.Dxd8 Txd8. È quindi evidente che il Bianco debba essere più subdolo: il primo colpo non può essere sparato dalla donna.
A questo scopo, torna alla mente la raffinata 15.Ac1!? (che minaccia 16.Ah6 e 17.Dg3+), ma la minaccia è fin troppo artificiale: dopo 15…Rh8! 16.d5 Ce5 17.Dh4 Tg8 l’iniziativa del Bianco si esaurisce (anche se, a onor del vero, può ancora aspirare a un piccolo vantaggio dopo 18.dxe6). L’ultima opzione, come forse avrai intuito, è mobilitare la torre con 15.Tf4. L’idea del Bianco è duplice: minaccia di raddoppiare sulla colonna f e catturare il vitale pedone f6 e, più prosaicamente, di raddoppiare sulla colonna h con Dh3 e Th4 (magari preceduti da uno scacco sulla colonna g, per attirare il re nero in una posizione sfavorevole).
La donna, ancora una volta, giocherà un ruolo strettamente di supporto, agevolando la penetrazione della torre sull'ala di donna del Nero. Se poi dovesse cadere il pedone h7, il Bianco potrà far entrare le riserve con Taf1 e persino Ac1. Nel frattempo, la donna rimarrà in h3, a sostenere la torre, a contenere cavallo, alfiere e donna del Nero, e pronta a unirsi all’attacco quando verrà il momento. L’idea di Bareev si rivela devastante e dà vita a una delle sequenze d’attacco più belle che io abbia mai visto. Osservala con attenzione:
Durante la fase conclusiva dell’attacco (che inizia con 19.Txh7+), la donna bianca non ha mosso una sola volta. Ogni pezzo (tranne il cavallo) ha avuto il proprio momento di gloria, tuttavia il vero motore dell’attacco è stato proprio l’unico spettatore "passivo".
Gli scacchi tattici sono ancor meno inclini a generalizzazioni e classificazioni rispetto al gioco posizionale, ed è per questo che ho lasciato alle partite il compito di parlare. In definitiva, ricorda sempre che la collocazione della tua donna può predestinare il successo o il fallimento di un attacco. Spero che questo articolo sia stata una piacevole deviazione dalla nostra analisi del moderno gioco posizionale, spesso irriverente verso i principi classici, che riprenderemo venerdì prossimo. Au revoir!
MATERIALE DI STUDIO CORRELATO
- Vedi altre follie di donna di Mikhail Tal nell'articolo del GM Gserper: Tactical Patterns Everyone Should Know: The Queen's Duel;
- Scopri il potere della donna in questo corso di Chess Mentor;
- Tieni aperto il tuo occhio tattico con i Problemi;
- Pensavi che una donna fosse abbastanza? E se fossero due? Da' un'occhiata al video dell'IM Keaton Kiewra High-Level Entertainment: Extra Queens, Who Needs Them?